soli. Reggere significa anche saper chiedere una mano prima che ti si spezzino le ossa dentro.»
Lui ha inspirato, lungo. Le spalle gli tremavano ancora, ma in quel tremore c’era un filo di aria che passava.
«Il foglietto…» ha sussurrato. «Era mio?»
La domanda mi ha tagliato. Non perché mi sorprendesse. Perché era come sentire qualcuno chiedere: “puoi guardarmi senza scappare?”
Ho scosso la testa, lentamente. «Non posso dirti di chi era. Ma posso dirti una cosa: quello che c’era scritto non è raro. È solo nascosto.»
Alessandro ha abbassato