mia madre quando nessuno voleva anticipare il denaro per un intervento. Vendette i suoi orecchini e mi fece avere la somma senza dire il proprio nome.»
Elena abbassò gli occhi.
Credeva che non l’avesse mai scoperto.
«La documentazione è valida,» continuò l’uomo. «La casa è sua. Il contratto che tu stesso imponesti ora protegge lei. Accetta la situazione.»
Riccardo cambiò tono.
«Mamma, pensiamo alla famiglia. Questa villa è la nostra storia.»
«È il nostro patrimonio,» aggiunse Stefano.
Elena aprì un cassetto e prese una cartella.
La posò sulla scrivania.
«La