di silenzio, capii che c’era qualcosa che non andava. Alla sua voce mancava quella sicurezza che le era solita, il suo tratto distintivo; al suo posto, un silenzio più eloquente di mille parole. «Sei a casa?» chiese.
«Sì.»
«Posso passare?» La sua domanda suonava quasi timida, come se temesse un rifiuto.
Nella sua voce non c’era la consueta risolutezza; i contorni netti e familiari erano svaniti. Era come un fiume che, dopo aver attraversato correnti turbolente, avesse raggiunto acque più calme, portando con sé i sedimenti di una profonda riflessione.