quegli ultimi, tenaci scampoli di calore che si rifiutavano di svanire, proprio come un ricordo prezioso. Nei cortili aleggiava l’odore di foglie umide e terra, mentre il vento muoveva le cime degli alberi con la pazienza di un bibliotecario che sfoglia un vecchio catalogo. Ogni foglia che cadeva portava con sé un sussurro di giorni passati, andando a formare un tappeto colorato sui marciapiedi; un tappeto che i passanti calpestavano con passo cauto, quasi temendo di rovinare una bellezza così effimera.
I miei pensieri tornavano continuamente a una conversazione che