Mio marito mi ha consegnato le carte del divorzio al matrimonio di nostra figlia

c’era una forma particolare di libertà.

Non gioia.

Non pace.

Forse, semplicemente, l’assenza di una negoziazione costante.

La consapevolezza che, se una situazione non fa per me, posso andarmene. Se c’è da prendere una decisione finanziaria, posso prenderla io. Se arriva la domenica, posso darle la forma che preferisco.

Nel primo anno dopo il divorzio, ho lavorato più del dovuto. In parte per ragioni economiche, in parte perché ero ancora legata a una vecchia abitudine, profondamente radicata: quella di dimostrare il mio valore attraverso lo sfinimento.

Col tempo, però, ho

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