tra le mani.
Le spalle gli tremavano.
Piangeva in silenzio, ma era un pianto intero, un pianto che dice: “non ce la faccio più”.
Nessuno ha riso.
Nessuno ha fatto battute.
Giulia ha spostato la sedia. Si è avvicinata a Luca vicino alla porta e gli ha posato la mano sull’avambraccio.
Non per fare scena.
Non per farsi vedere.
Solo perché era l’unica frase possibile, senza parole.
Luca non si è tirato indietro.
In quel momento le etichette sono sparite.
Niente “popolari”, niente “strani”.
Niente “sportivi”, niente “silenziosi”.
Solo ragazzi.