rumore nella testa. Troppo peso nel corpo.»
Ho appoggiato il foglietto sul ginocchio.
«Non leggo il resto. Però dico una cosa chiarissima: se ti riconosci, non sei solo. E se oggi non riesci a uscire da qui come se niente fosse, resti. Resto anch’io. E facciamo le cose nel modo giusto, subito, da adulti.»
Niente prediche.
Solo una porta che si apre.
E in quel momento Alessandro — il capitano della squadra, quello che “regge sempre”, quello che tutti chiamano forte — si è spezzato.
Si è piegato in avanti, la faccia