la frase per qualcun altro?»
«Certo,» ho risposto. «È per questo che siamo qui.»
Nei giorni successivi, lo zaino è diventato un rito, non un feticcio. Non era la soluzione, era il promemoria: qui non si ride del peso degli altri. Qui si impara a nominarlo senza vergogna.
Una mattina, ho trovato appeso accanto allo zaino un foglio, scritto con una grafia grande e incerta. Non c’era firma.
Diceva: “Se hai bisogno, bussa. Anche piano. Qualcuno apre.”
Ho guardato la classe, e ho visto che qualcuno evitava i miei occhi