quell’odore di detersivo e merende. Mi sono accorto che avevo le mani fredde. E mi sono anche accorto di un’altra cosa: non mi sentivo spaventato. Mi sentivo… responsabile, nel senso migliore. Come quando tieni il manubrio mentre qualcuno impara a stare in equilibrio.
Sono tornato dentro dopo un po’. Alessandro aveva gli occhi gonfi, sì, ma respirava meglio. Si vedeva. Come se, finalmente, avesse detto ad alta voce una parte del suo “rumore”, e il rumore avesse perso potere.
«Prof,» ha detto piano, «posso… posso tornare a casa?»
«Sì,» ho