rotola via.
Io sono rimasto nella stanza, ma non al centro. Ho lasciato che fossero loro due a costruire un posto sicuro. Ogni tanto, Alessandro mi cercava con lo sguardo, come a controllare che non lo avrei lasciato solo. Io gli tenevo il contatto con un cenno minimo: ci sono.
Quando la conversazione è diventata più delicata, la psicologa mi ha guardato e, senza parole, mi ha chiesto di fare un passo fuori. Ho capito. Sono uscito nel corridoio e ho appoggiato la schiena al muro.
Il corridoio, vuoto, aveva