Come se chiedere aiuto fosse una sconfitta e non una scelta.
Ho preso il telefono dalla tasca. Non ho fatto scenate, non ho detto “è urgente” in modo che suonasse come un allarme. Ho chiamato la persona che, a scuola, si occupa del benessere degli studenti. Una voce calma mi ha risposto dall’altro lato, come se stesse aspettando proprio questo.
«Vengo subito,» ha detto.
Alessandro ha guardato la porta come si guarda un’uscita di sicurezza. «E se poi… lo sanno tutti?»
«No,» ho risposto. «Lo sappiamo solo in pochi. E