colline.
«Quel giorno alla villa,» disse lui, «pensavo che non avresti parlato.»
«Anch’io.»
«Perché l’hai fatto?»
Elena sfiorò il segno chiaro rimasto sull’anulare.
«Perché ho capito che sarei potuta morire senza aver mai vissuto una giornata con la mia voce.»
Arturo abbassò lo sguardo.
«I ragazzi non hanno chiamato?»
«No.»
«Mi dispiace.»
«Anche a me. Ma non posso salvarli dalla verità se loro preferiscono la menzogna.»
Quando Arturo andò via, Elena rimase sola.
Non era la solitudine della villa.
Quella era piena di paura.
Questa aveva spazio.
Elena prese dal