vivevano insieme.
La prima volta che lui provò a parlare del futuro, Elena lo fermò.
«Per cinquant’anni sono stata la moglie di qualcuno, la madre di qualcuno, l’ombra di qualcuno. Adesso voglio essere soltanto Elena.»
Arturo annuì.
Non insistette.
Quella pazienza valeva più di qualsiasi dichiarazione.
Un pomeriggio aggiustò il cancelletto che pendeva da un lato.
«Ora reggerà per altri cent’anni,» disse, pulendosi le mani sui pantaloni.
Elena rise.
Era una risata piccola, arrugginita.
Ma era sua.
Arturo si sedette sul gradino, lasciandole la poltrona.
Guardarono il tramonto colorare le