segno che Elena coprì con la cipria prima di ricevere gli ospiti.
Ricordò le porte sbattute.
Le frasi sussurrate per non farsi sentire dalla servitù.
Le domeniche in cui cucinava per venti persone dopo una notte trascorsa a piangere.
Ricordò quante volte aveva corretto Riccardo e Stefano in privato, senza mai contraddire il padre davanti a loro.
Credeva di proteggerli.
Invece aveva insegnato loro che chi urla comanda e chi sopporta non merita rispetto.
«Li ho cresciuti io così,» sussurrò.
Per anni aveva taciuto quando trattavano male un cameriere.
Aveva