Un silenzio che dice più delle parole: una storia di famiglia

tutto.

«Non si può fare una battuta».

Questa frase serviva a rattoppare ogni crepa. Era una sorta di collante pensato per tenere unita la famiglia, ma che in realtà creava una superficie artificiale, sotto la quale la tensione continuava a crescere. Serviva a giustificare cattiveria, arroganza e disprezzo, assolvendo di fatto chiunque dall’obbligo di riconoscere il dolore altrui. Si tratta di un meccanismo psicologico noto come *gaslighting*: indurre la vittima a dubitare delle proprie percezioni, liquidandole come una «esagerazione».

Guardai Mikołaj.

Sedeva immobile, le dita intrecciate. Le nocche erano diventate

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