Un silenzio che dice più delle parole: una storia di famiglia

«Dio mio, siete diventati tutti così ipersensibili… Non si può più nemmeno fare una battuta».

Non fu il contenuto delle sue parole a colpirmi, quanto piuttosto la loro natura abituale. Suonavano naturali come una preghiera di famiglia recitata prima di ogni banchetto. Per anni erano state ripetute con lo stesso identico ritmo, dando vita a un rituale volto a ripristinare un senso di “normalità”: una condizione in cui ognuno sapeva esattamente cosa fosse concesso e cosa no. Quell’espressione fungeva da disinfettante per ferite che, in realtà, non guarivano mai del

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