Questa casa era come una pagina bianca e noi, i suoi primi ospiti, eravamo gli autori chiamati a scriverne le prime parole.
Notai Rajsa non appena entrai nell’ingresso.
Indossava un abito blu scuro, privo di qualsiasi ornamento vistoso: sobrio, esattamente come lei. Eppure, c’era qualcosa di sottilmente diverso. Non si trattava di una ritrovata sicurezza — che solitamente matura in modo graduale — bensì dell’assenza di quella vigilanza che la caratterizzava in passato. Era quel delicato allentamento della tensione che emerge solo quando una persona smette finalmente di prepararsi a ricevere un