voce e avesse capito cosa stava succedendo.
“Lo indosso”, ho detto.
Carla guardò prima noi due, sorridendo con quel sorriso lento e perfido che si usa quando si individua il punto debole.
«Se indossi quello», disse, «tutta la scuola riderà di te».
Noè si irrigidì accanto a me.
«Va bene», dissi a bassa voce.
«No, in realtà non lo è.» Indicò l’abito con un gesto della mano. «Sembra patetico.»
Il viso di Noè divenne rosso fuoco. “Ce l’ho fatta.”
Questo sembrò farle ancora più piacere.
«Ce l’hai fatta?» chiese dolcemente. «