sembrava uguale. Ma noi sapevamo che non lo era più.
Mi sono seduto sul bordo della cattedra.
«Leggo io», ho detto. «Ad alta voce. Niente commenti. Niente giudizi. Si ascolta.»
Mi tremavano le mani quando ho preso il primo.
«A casa è sempre teso. Mi metto le cuffie e faccio finta di non esserci.»
Silenzio pieno.
Secondo foglietto.
«Dico che non ho fame. Non voglio quel loro sguardo lì.»
Terzo.
«Tutti pensano che io sia circondato. In realtà non ho nessuno con cui posso essere vero.»
Quarto.
«Quando c’è un