Si insegna che si può restare vivi dentro.
Un venerdì, all’uscita, Alessandro si è fermato davanti allo zaino. Ha appoggiato due dita sulla tracolla, come avevano fatto gli altri. Poi mi ha guardato.
«Prof,» ha detto, «non è che adesso va tutto bene. Però… non mi sento più solo nel rumore.»
«È già tantissimo,» ho risposto. «Il resto lo facciamo un passo alla volta.»
Lui ha annuito e ha fatto per andarsene. Poi si è girato un’ultima volta.
«Sa qual è la cosa strana?» ha detto. «Che quando ieri in