negli spogliatoi e scherza per tenere su gli altri. Aveva gli occhi rossi, la pelle tirata, e quel modo di stare con le spalle un po’ chiuse che non gli avevo mai visto, come se la sua maglia, all’improvviso, fosse diventata troppo pesante da portare.
«Prof… posso?» ha detto, con una voce che non riconoscevo.
«Certo.» Gli ho spostato una sedia senza far rumore. «Siediti dove vuoi.»
Lui si è seduto in seconda fila, non in fondo come chi vuole sparire. In seconda fila, come uno che, per la prima