più lo sguardo. L’avvocato tentò allora un’ultima argomentazione.
Fece notare che Janet aveva atteso molto tempo prima di affrontare attivamente la questione.
«No», rispose lei.
Una sola parola.
Non fu pronunciata a voce alta, eppure fece calare un silenzio immediato sulla conversazione.
«Ho aspettato perché avevo paura. Ho aspettato perché, ai miei messaggi, voi rispondevate con frasi vaghe e concilianti, che mi facevano sentire come un problema di cui speravate semplicemente che ci si dimenticasse. Ho aspettato perché, ogni volta che aprivo questo fascicolo, tornavo a pensare a una notte