tutto per riavere ciò che aveva perso.
Quella sera, quando i bambini dormivano, Ksyusha prese il telefono e compose il numero di Zhenya. Il suo cuore batteva più forte mentre ascoltava i segnali, la sua mente formulava le parole che avrebbero cambiato tutto.
“Devo dirti una cosa”, iniziò, una tensione che non riusciva a nascondere nella sua voce.
“Cosa è successo?” chiese lui, una nota di preoccupazione nella voce che rassicurò Ksiucha.
“Sono incinta”, disse, e dall’altra parte calò il silenzio per quella che sembrò un’eternità. Per un attimo, tutto