madre del mio ragazzo che metteva delle ciotole sul bancone, e ho sentito un formicolio al petto. Non era niente di drammatico. Non era come se fosse crollato un muro. Più come se una porta si fosse aperta di una fessura. Giusto quel tanto che bastava a far entrare un raggio di luce.
—Prego, si accomodi— disse la signora Park.
Mi sono seduto.
Mi ha servito il jjigae in una ciotola di ceramica che aveva portato da casa. Blu e bianca. Del tipo che si vede nei ristoranti coreani. Me