casa in cui devo chiedere il permesso per esistere.»
La porta si aprì.
Riccardo e Stefano entrarono senza bussare.
«Basta con questi discorsi,» disse Riccardo. «Parliamo del denaro.»
Elena quasi sorrise.
Non per allegria.
Per incredulità.
Stefano si avvicinò alla scrivania.
«Le quote dell’impresa restano a noi. E questa storia della villa deve finire qui. Domani il paese saprà tutto.»
«È questo che vi preoccupa?»
«
Hai distrutto il nome della famiglia.»
«Quel nome era già vuoto.»
Riccardo batté una mano sulla scrivania.
«Ci devi un risarcimento. Hai mentito sulla nostra