sul marmo, con passo fermo e lento. Da qualche parte dietro di me, l’ultima nota di una tromba indugiava, flebile e tremolante, prima di rompersi nel silenzio. In quel silenzio, lo percepii: il primo cambiamento di rotta, l’inizio di qualcosa di cui non avrebbero mai potuto ridere.
L’aria mattutina lungo il fiume Cooper era pallida e rarefatta, densa di nebbia che si aggrappava all’erba e alle pietre scolpite. Il cimitero sorgeva in riva all’acqua, silenzioso a eccezione del lieve ronzio delle cicale che si risvegliavano in lontananza.
Camminavo lentamente tra