tempo, ma queste non arrivarono mai. Ciò che un tempo avrebbe scatenato fragorose risate, ora veniva accolto con fredda indifferenza o, nel migliore dei casi, con un sorriso forzato e cortese.
Poi, inaspettatamente, la conversazione cadde sui libri.
La padrona di casa indicò un’alta libreria che occupava quasi l’intera parete del soggiorno. Era un mobile imponente, colmo di dorsi colorati che attiravano lo sguardo come un’opera d’arte. Catturavano l’attenzione e destavano curiosità: in quest’epoca di digitalizzazione, i libri erano diventati qualcosa di quasi esotico, e una collezione del genere rappresentava