a togliersi il cappotto.
Rajsa sorrise. Era un sorriso autentico, non quello cauto che di solito precedeva la frase: «Non è niente». Il suo sorriso era come un raggio di sole: illuminava l’intero volto e le arrivava fino agli occhi. Vi lessi sollievo, insieme a un pizzico di sorpresa per il fatto di potersi sentire così leggera.
«Sto bene», rispose.
Lo disse con una tale semplicità che avrei voluto chiederglielo di nuovo. Quella sola parola racchiudeva l’intera trasformazione che aveva vissuto. Non c’era bisogno di aggiungere altro né di fornire