e a un documento pubblico, per riconoscere il nome del querelante quando mi capitò tra le mani in un’altra questione.
E il giudice Parker, un uomo profondamente immerso negli ambienti legali, che gli piacesse o no, avrebbe potuto riconoscere anche lui quel nome.
La mia famiglia non temeva che parlassi troppo.
Temevano piuttosto che la persona sbagliata mi facesse la domanda giusta, con me lì seduta.
E, con il suo toast a metà, il giudice Parker sembrava pronto a fare proprio questo.
Parte 3
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