rose.
“Ti piace?”
“Certo.”
Sorrise.
“Allora spero che ti senta a casa qui.”
Non capivo.
“Perché?”
Mi mise una chiave in mano.
“Perché è casa tua.”
Le lacrime mi rigavano il viso.
“Jonas… non posso accettarlo.”
“Sì che posso.”
“Mi hai dato tutta la vita.”
“Ora tocca a me.”
Tre mesi dopo, suonò il campanello.
Aprii la porta.
Davanti a me c’era un uomo con i capelli grigi, il viso scavato e una giacca logora.
Mi ci vollero alcuni secondi per riconoscerlo.
Era Thomas.
Il mio ex marito.
Non avevo