sorretto. “Mamma, stai bene?”
Mi ricomposi, lo guardai dritto negli occhi, gli tolsi il medaglione dal collo con dita tremanti e lo aprii. Le iniziali GM erano incise sopra da che avevo memoria. I miei genitori adottivi lo avevano cercato per anni, ma avevano trovato solo fascicoli sigillati e un registro di adozione archiviato del comune.
I fascicoli dell’ospedale erano andati persi in un incendio negli anni ’80. La GM avrebbe potuto essere chiunque. Ci avevano provato per dieci anni e alla fine avevano lasciato perdere, proprio come me.
Gina.