tutti loro».
Dopo aver terminato la chiamata, ho notato qualcosa intrappolato sotto le foglie di un cespuglio di rose.
Era una piccola busta, umida per la rugiada mattutina e contrassegnata dall’inconfondibile calligrafia di mio padre.
Il mio nome compariva sulla parte anteriore.
Lo sollevai con dita tremanti.
Il foglio sembrava più pesante del dovuto, come se contenesse un’ultima mossa in un gioco di cui non mi ero reso conto che stavamo giocando.
PARTE 2: L’architetto delle ombre
L’avvocatessa Penelope arrivò venti minuti dopo con la valigetta in una mano e