sorriso. “Avrete un maschietto. Sembra tutto normale.”
Ksyusha fu pervasa da un’ondata di gioia che per un attimo placò tutti i suoi dubbi e le sue paure. Un figlio. Avrebbe avuto un figlio. Un bambino che avrebbe dato a Zhenya la ragione per tornare, quella di cui aveva disperatamente bisogno. Chiamò subito il marito, senza nemmeno aspettare di uscire dall’ambulatorio.
“Avremo un maschietto”, disse, con una nota di gioia che lui non sentiva da mesi nella sua voce. “Il medico l’ha confermato. È un maschio.”
Per un attimo, dall’altra parte