adulterato. La miscelazione con altri oli o l’etichettatura ingannevole sono pratiche comuni. Cercate etichette con la denominazione DOP (Denominazione di Origine Protetta).
6. Turchia
Anche la Turchia, uno dei principali produttori, deve affrontare frodi diffuse: il 30% del suo olio d’oliva economico è adulterato. Alcuni lotti contengono conservanti non dichiarati in etichetta, aumentando il rischio di malattie epatiche e infiammazioni. 5. Tunisia
La Tunisia, uno dei principali esportatori mondiali, miscela il 15% del suo olio d’oliva con oli come quello di girasole o di soia, che possono causare reazioni allergiche