Dopo sei anni ho conosciuto il mio migliore amico con sindrome di Down con cui andavo a ballare insieme. Dodici anni dopo mia madre mi ha convinto ad uscire con lei.

non si sono ancora evoluti.

Ho dovuto mandare le mie preghiere.

Quello era Noè.

Non è un nido drammatico.

Restano giusto il tempo necessario a rendere interessante il dolore.

Quando il mio primo ragazzo mi ha conosciuta tre settimane prima del mio compleanno, Noè mi ha toccata con un gelato al cioccolato.

Hai visto altri accanto a me in veranda.

Dopo dieci minuti di silenzio ha detto a bassa voce: “Te l’avevo detto, è un idiota.”

L’ho guardato con occhi scuri.

“No, non è vero.”

“Ci ho pensato.”

“Non importa.”

“

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