problemi che Vittorio creava.
Aveva coperto le sue urla.
Aveva nascosto le sue assenze.
Aveva trasformato la sua durezza in stanchezza, il suo egoismo in ambizione, le sue umiliazioni in incomprensioni.
«Vostro padre lavora tanto.»
Lo aveva ripetuto ai figli centinaia di volte.
Riccardo aveva quarantasei anni. Stefano quarantaquattro.
Entrambi lavoravano nell’impresa di famiglia, indossavano orologi costosi e avevano imparato dal padre quella smorfia impaziente riservata a chi non consideravano importante.
Compresa la loro madre.
Elena li guardò applaudire e sentì dentro di sé qualcosa spezzarsi senza rumore.
Non era