Vicino al portone c’era Arturo.
Non le disse che aveva fatto bene.
Non la chiamò coraggiosa.
Vide il prezzo di quella libertà.
Le tese soltanto una mano.
«Andiamo. Ti accompagno.»
Elena guardò quel palmo ruvido, segnato dal lavoro e dagli anni.
Poi vi posò la propria mano.
Uscirono insieme.
Non come due innamorati che recuperavano magicamente il tempo perduto.
Non si recuperano cinquant’anni.
Uscirono come due esseri umani che, nonostante tutto, erano ancora vivi.
Sei mesi dopo, Elena sedeva sul portico della sua nuova casa.
Era una costruzione semplice, con