Il tatuaggio di Richard nascondeva una storia che Evelyn non avrebbe mai immaginato
Richard aveva capito che non poteva più nascondere la verità.
Fu lui a notarmi per primo. Poi vide Rose.
Il colore gli scomparve dal volto. Non aveva l’espressione di un marito sorpreso in una situazione compromettente. Sembrava piuttosto un uomo che, dopo molti anni, si fosse finalmente trovato davanti a una promessa che aveva custodito a lungo.
Rose fece per alzarsi, poi rimase seduta nella cabina.
«L’ho chiamato io», disse.
Poi guardò Richard.
«L’hai conservato?»
Richard si tolse il cappotto, ma rimase in piedi.
«Ogni giorno.»
Prese il portafoglio e tirò fuori un piccolo pezzo di carta piegato più volte. Le pieghe erano così consumate che la carta sembrava quasi trasparente.
Lo appoggiò accanto alla fotografia.
Non fu Rose a prenderlo. Fui io ad aprirlo.
Sul biglietto c’era scritto:
«Promettimi che crescerà sempre sapendo di essere stata desiderata. Non permettere mai che si senta abbandonata.»
Lo lessi due volte.
Poi guardai Richard, che si era seduto sul divano accanto a me, lasciando una certa distanza tra noi.
«Richard?»
Lui continuava a fissare il biglietto.
«Claire», rispose.
Quel nome mi fece capire che la storia che avevo immaginato fino a quel momento era completamente diversa dalla realtà.
Guardai Rose.
«Claire è tua figlia?»
La domanda rimase sospesa per qualche secondo.
Richard rispose subito.
«No.»