stata così sciocca da credere.
“Ehi, tesoro, come stai? Va tutto bene in ufficio?”
«Sono a casa in questo momento», risposi con voce calma e fredda.
Dall’altro capo del telefono calò un silenzio improvviso e tagliente, poi lo stridio acuto degli pneumatici, come se avesse inchiodato.
“A casa? Cosa intendi con ‘a casa’? Sei appena rientrato?”
“Ho terminato il contratto in anticipo, quindi ho deciso di tornare prima del previsto per farti una sorpresa”, dissi, sforzandomi di dare un tono allegro alla mia voce.
“Oh… certo… che meravigliosa sorpresa,” balbettò,