ogni telefonata e ogni visita a quella casa sembravano un interrogatorio da cui non uscivo mai vincitrice. Per quanto cercassi di cambiare discorso, prima o poi la conversazione tornava sempre alla stessa domanda: quando sarebbe arrivato un bambino? Tre anni dietro un velo di silenzio.
Marek cercava di proteggermi. O almeno, così credevo all’epoca. Per tre anni mentì a nome di entrambi.
Diceva a sua madre che «non era ancora il momento giusto», che «volevamo aspettare» o che dovevamo prima sistemare altre questioni. Trovava sempre una risposta diplomatica dopo l’altra: