con l’immagine di sé che stava cercando di dare di sé.
Mio padre intervenne. «Cerchiamo di non parlare di lavoro a cena.»
Il giudice Parker gli lanciò un’occhiata, poi tornò a guardarmi. «È un modo per descriverlo.»
Nella stanza era calato un silenzio tale che potevo sentire il rumore delle posate provenienti dalla sala da pranzo principale, al di là della porta. Il cameriere vicino al carrello dei vini aveva l’espressione immobile di chi desidera scomparire nel muro.
Poi il giudice Parker pose la domanda che pose fine alla prima