perché ero un supervisore.
Preparazione
Caleb chiacchierò per tutto il tragitto. La signorina Doreen teneva le mani giunte in grembo e sorrideva. Parcheggiai, baciai mio figlio sulla fronte e li guardai mentre si dirigevano a braccetto verso l’ingresso della palestra, senza immaginare minimamente che le due ore successive avrebbero diviso la mia vita in un “prima” e un “dopo”.
***
Salii sulle tribune con il telefono già in mano, come fa ogni madre quando suo figlio sta per fare qualcosa che lei vuole ricordare. La palestra odorava di cera per pavimenti