sua assistente: la donna che ora mi sta di fronte, avvolta in un profumo costoso e con un’aria di assoluta superiorità.
«Buongiorno, Tabitha», dissi a bassa voce, negandole la soddisfazione di un contatto visivo.
Mi rivolse quel sorriso sdolcinato e artificiale che sfoggiava sempre quando progettava di umiliare qualcuno di nascosto.
“Il testamento di Everett verrà letto domani mattina, e io e Calvin pensiamo che sarebbe meglio parlarne da adulti prima che la situazione diventi imbarazzante.”
Mi sono asciugato le mani sporche di terra strofinandole sul grembiule da giardinaggio e