La prima persona a insultarmi nel mio primo giorno da CEO fu la segretaria di mio marito.
Se ne stava davanti all’ascensore riservato ai dirigenti, squadrandomi e sorridendo come se mi avesse già inquadrata.
«Gli addetti alle pulizie e gli stagisti usano l’ascensore di servizio.»
Per un attimo pensai che stesse scherzando.
Poi notai i dipendenti alle sue spalle abbassare lo sguardo.
Indossavo un semplice abito beige e scarpe con il tacco basso. Per sei anni avevo gestito progetti all’estero, dove i caschi di sicurezza e i portatili contavano più