I miei genitori mi hanno deriso chiamandomi “parassita” davanti a 50 invitati al loro anniversario.

invecchiata bene, con cura e a caro prezzo. Il suo sorriso era raffinato, studiato, l’espressione di chi aveva trascorso anni a perfezionare la propria immagine pubblica.

Poi i suoi occhi si posarono su di me.

Per un breve istante, il suo sorriso si congelò. Un lampo di sorpresa le attraversò il viso, poi un’espressione calcolatrice, infine una lieve irritazione. Un secondo dopo, la maschera tornò a coprirle il volto.

Non mi si è avvicinata. Non mi ha nemmeno salutato con la mano. Si è limitata a un piccolo cenno del

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