aver pensato, con chiarezza e calma, di aver fatto la scelta giusta.
Fu allora che Daniele rimase immobile.
La sua mano scivolò dalla mia. Fissò il tavolo, poi infilò la mano nella tasca interna della giacca.
“Daniel?”
Le sue dita tremavano mentre estraeva un pezzo di carta spessa piegato.
«Sav», disse con voce tremante, «c’è qualcosa che non sai di me».
“Con te, mi sento una persona.”
Mi si strinse lo stomaco. “Cosa significa?”
“Non potevo mostrartelo prima del matrimonio.”
Mi sono tirato indietro. “È una frase terribile da dire