{"id":2853,"date":"2026-08-28T18:19:23","date_gmt":"2026-08-28T18:19:23","guid":{"rendered":"https:\/\/cucinafurba.bedume.com\/?p=2853"},"modified":"2026-08-28T18:19:23","modified_gmt":"2026-08-28T18:19:23","slug":"abbandono-la-nonna-durante-una-tempesta-otto-mesi-dopo-fece-ritorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cucinafurba.bedume.com\/?p=2853","title":{"rendered":"Abbandon\u00f2 la nonna durante una tempesta. Otto mesi dopo, fece ritorno."},"content":{"rendered":"<p>I tergicristalli non riuscivano a tenere il passo con i rivoli di pioggia che cadevano dal parabrezza. Ero seduta sul sedile del passeggero del pick-up di Lance, stringendo pi\u00f9 forte la borsa mentre un lampo squarciava il cielo scuro.<\/p>\n<p>Avevo 66 anni e avrei dovuto saperlo, non fidarmi ciecamente di mio nipote ventottenne, anche se mi aveva assicurato che mi avrebbe semplicemente accompagnata a una visita medica in citt\u00e0.<\/p>\n<p>&#8220;Grazie per avermi accompagnata, tesoro&#8221;, dissi, alzando la voce per farmi sentire sopra il tuono. &#8220;So che \u00e8 un lungo viaggio.&#8221;<\/p>\n<p>Lance non rispose. Aveva la mascella serrata in quella sua tipica espressione che ultimamente vedevo sempre pi\u00f9 spesso, soprattutto quando c&#8217;era Oilia. Mia nuora aveva il dono di far sembrare mio nipote, che conoscevo fin dall&#8217;infanzia, un perfetto sconosciuto.<\/p>\n<p>&#8220;Il GPS dice che lo studio del dottor Henderson \u00e8 ancora a due ore di distanza&#8221;, cercai di continuare la conversazione. \u00abForse dovremmo accostare da qualche parte e aspettare che passi la tempesta?\u00bb<\/p>\n<p>Poi Lance inizi\u00f2 a rallentare.<\/p>\n<p>Inizialmente, pensai che avesse seguito il mio consiglio e stesse cercando un posto sicuro dove fermarsi. Invece, imbocc\u00f2 una strada sterrata che sembrava non portare da nessuna parte.<\/p>\n<p>Provai un senso di inquietudine.<\/p>\n<p>\u00abLance, dove stiamo andando?\u00bb<\/p>\n<p>Fermando l&#8217;auto in mezzo a quello che sembrava un parcheggio abbandonato. Attraverso i finestrini umidi, vedevo solo campi vuoti che si estendevano in ogni direzione. Non c&#8217;erano edifici, n\u00e9 auto, n\u00e9 traccia di nessuno.<\/p>\n<p>\u00abScendi\u00bb, disse.<\/p>\n<p>La sua voce era piatta e fredda.<\/p>\n<p>Lo fissai per qualche secondo, convinta di aver capito male.<\/p>\n<p>\u00abCosa hai detto?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abHo detto: \u201cScendi, nonna\u201d\u00bb.<\/p>\n<p>Si volt\u00f2 verso di me. Vidi nei suoi occhi qualcosa che non avrei mai voluto vedere prima: puro disprezzo.<\/p>\n<p>\u00abIo e Oilia non ne possiamo pi\u00f9 di te.\u00bb Siamo stanchi delle continue visite mediche, delle tue pillole e delle tue lamentele. Sei un peso che non vogliamo pi\u00f9 sopportare.<\/p>\n<p>Ogni parola mi colpiva pi\u00f9 duramente della precedente.<\/p>\n<p>\u00abLance, non capisco. Di cosa stai parlando?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abDavvero non capisci?\u00bb rise, senza alcuna emozione. \u00abHai prosciugato le energie della nostra famiglia per anni. Sai quanti soldi abbiamo speso per le tue cure? Quanti weekend abbiamo sprecato accompagnandoti in giro perch\u00e9 avevi paura di guidare da solo?\u00bb<\/p>\n<p>Le mie mani iniziarono a tremare.<\/p>\n<p>\u00abNon ho mai chiesto niente di cui non avessi bisogno. Il dottore ha detto che la mia cardiopatia richiede controlli regolari.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abLa tua cardiopatia?\u00bb ripet\u00e9 beffardamente. \u00abQuella che ti fa prendere pillole ogni volta che ti senti minimamente ansiosa? Fatti una ragione, nonna. Non sei malata. Sei solo vecchia e patetica.\u00bb<\/p>\n<p>La pioggia picchiava sul tetto dell&#8217;auto come una grandinata di pugni. Mi guardai intorno freneticamente, cercando di capire dove fossimo.<\/p>\n<p>&#8220;Lance, ti prego. Dove siamo? Come faccio a tornare a casa?&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Non \u00e8 pi\u00f9 un mio problema.&#8221;<\/p>\n<p>Si sporse, apr\u00ec la portiera del passeggero e un&#8217;aria gelida e umida si rivers\u00f2 dentro. In pochi secondi, il mio cardigan era fradicio.<\/p>\n<p>&#8220;Vai, vecchietta. \u00c8 ora di imparare a cavartela da sola.&#8221;<\/p>\n<p>Non riuscivo a muovermi. Non per il freddo. Ero paralizzata dalla consapevolezza di ci\u00f2 che stava accadendo.<\/p>\n<p>&#8220;Non puoi fare sul serio. Non puoi lasciarmi qui.&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Senti.&#8221;<\/p>\n<p>La sua voce si faceva sempre pi\u00f9 aggressiva.<\/p>\n<p>&#8220;Oilia aveva ragione su di te. Sei un parassita. Hai vissuto troppo a lungo della nostra gentilezza. Basta perpetuare la tua impotenza.&#8221;<\/p>\n<p>La parola &#8220;impotenza&#8221; mi fer\u00ec pi\u00f9 di ogni altra cosa.<\/p>\n<p>Tutti gli anni che avevo trascorso a crescere Lance dopo la morte dei suoi genitori in un incidente d&#8217;auto mi riaffiorarono alla mente. Aveva solo otto anni quando venne a vivere con me: terrorizzato, smarrito e distrutto.<\/p>\n<p>Lavoravo doppi turni al ristorante per comprargli vestiti, materiale scolastico e attrezzatura da baseball. Ero presente a ogni colloquio con gli insegnanti, a ogni partita di Little League e a ogni recita scolastica.<\/p>\n<p>&#8220;Ti ho cresciuto io&#8221;, sussurrai. &#8220;Quando non avevi nessun altro posto dove andare, ti ho dato tutto.&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;E ora \u00e8 il momento che tu vada avanti con la tua vita.&#8221;<\/p>\n<p>Mi afferr\u00f2 il braccio, tutt&#8217;altro che delicatamente, e cominci\u00f2 a trascinarmi verso la porta aperta.<\/p>\n<p>&#8220;Andiamo. Ho altre cose da fare.&#8221;<\/p>\n<p>Uscii barcollando. Le mie scarpe da ginnastica affondarono immediatamente nella ghiaia fangosa. La pioggia mi colp\u00ec come un muro di ghiaccio, appiccicandomi i capelli grigi al cuoio capelluto e inzuppandomi i vestiti fino all&#8217;ultimo filo.<\/p>\n<p>Mi voltai verso l&#8217;auto, sperando ancora, ingenuamente, di scorgere in Lance qualche traccia del ragazzo che avevo amato e protetto per vent&#8217;anni.<\/p>\n<p>Non lo vidi.<\/p>\n<p>Attraverso il parabrezza, lo vidi innestare la retromarcia. Aveva gi\u00e0 il telefono in mano. Pensai che probabilmente stesse chiamando Oilia per farle sapere che aveva fatto quello che avevano pianificato.<\/p>\n<p>Non mi degn\u00f2 nemmeno di uno sguardo.<\/p>\n<p>&#8220;Lance, aspetta!&#8221; gridai, cercando di correre dietro all&#8217;auto che si allontanava. &#8220;Ti prego, non farlo!&#8221;<\/p>\n<p>Il pick-up svolt\u00f2 sulla strada principale. Un attimo dopo, i fanali posteriori scomparvero dietro una cortina di pioggia.<\/p>\n<p>Rimasi sola in mezzo a un terreno incolto. L&#8217;acqua mi scorreva sul viso e non riuscivo a distinguere la pioggia dalle lacrime.<\/p>\n<p>Quando il suono<!--nextpage--><\/p>\n<p>Primi passi verso una nuova vita<br \/>\nLa mattina seguente, mi svegliai con l&#8217;odore di caff\u00e8 e pancetta. Margaret era gi\u00e0 indaffarata in cucina.<\/p>\n<p>&#8220;Hai dormito bene?&#8221; mi chiese, versandomi il caff\u00e8.<\/p>\n<p>&#8220;Meglio di quanto mi aspettassi.&#8221;<\/p>\n<p>Per la prima volta da mesi, mi addormentai senza preoccuparmi di disturbare nessuno e senza chiedermi se qualcuno stesse tenendo il conto di tutti i favori che mi stava facendo.<\/p>\n<p>Margaret disse che Harold era andato in citt\u00e0. Prima di partire, per\u00f2, aveva accennato alla biblioteca locale. Stavano cercando qualcuno che aiutasse con il loro programma di alfabetizzazione per adulti.<\/p>\n<p>Non era un lavoro impegnativo, ma poteva essere un inizio.<\/p>\n<p>Seduta nella luminosa cucina, ascoltando Margaret canticchiare mentre lavava i piatti, provai qualcosa che non sentivo da tempo.<\/p>\n<p>Speranza.<\/p>\n<p>Tre settimane dopo, ero in piedi davanti alla Biblioteca Pubblica di Milbrook, sistemandomi la mia nuova gonna e controllando il mio riflesso nella porta a vetri.<\/p>\n<p>Margaret mi aveva accompagnata in un negozio dell&#8217;usato e mi aveva aiutata a scegliere vestiti che mi stessero bene. Per anni non mi ero presa molta cura di me stessa. Quando ti senti dire che la tua esistenza \u00e8 un peso, alla fine smetti di investire su te stessa.<\/p>\n<p>&#8220;Sei splendida, Vi&#8221;, mi disse Margaret quella mattina.<\/p>\n<p>&#8220;Vi&#8221; era la versione abbreviata del mio nome. Non Viola, che suonava troppo formale, e non &#8220;nonna&#8221;, che aveva assunto una connotazione di dolore.<\/p>\n<p>Solo Vi.<\/p>\n<p>La direttrice della biblioteca, Susan Chen, era una donna sulla quarantina con un&#8217;aria gentile e un sorriso contagioso. Aveva parlato con me la settimana precedente. Le avevo raccontato solo una parte della verit\u00e0: che dopo la morte di mio marito, stavo cercando di ricominciare da capo in un&#8217;altra citt\u00e0.<\/p>\n<p>Non avevo menzionato Lance, Oilia o la tempesta.<\/p>\n<p>Non tutte le verit\u00e0 devono essere raccontate a tutti.<\/p>\n<p>&#8220;Vi, benvenuta in squadra&#8221;, disse Susan. &#8220;Sono cos\u00ec felice che ci aiuterai con il nostro programma di alfabetizzazione per adulti.&#8221; Molti dei partecipanti sono persone anziane che non hanno mai avuto la possibilit\u00e0 di imparare a leggere bene. Penso che andrai molto d&#8217;accordo con loro.<\/p>\n<p>Durante la visita alla biblioteca, ho provato una sensazione nuova: un senso di scopo.<\/p>\n<p>Non l&#8217;obbligo che aveva caratterizzato la mia vita con Lance e Oilia per anni, ma la vera gioia di fare qualcosa di utile.<\/p>\n<p>Frank e la lezione dei nuovi inizi<br \/>\nIl mio primo studente \u00e8 stato Frank, un uomo sulla settantina che aveva lavorato nell&#8217;edilizia per tutta la vita. Per anni, aveva nascosto le sue difficolt\u00e0 di lettura, affidandosi al suo ingegno e all&#8217;aiuto di persone fidate.<\/p>\n<p>All&#8217;inizio era burbero e timido. Tuttavia, condividevamo l&#8217;esperienza di ricominciare da capo a un&#8217;et\u00e0 in cui gli altri danno per scontato che tu debba avere tutto sotto controllo.<\/p>\n<p>Durante il nostro secondo incontro, Frank ha letto con fatica un semplice testo sul giardinaggio.<\/p>\n<p>&#8220;Non avrei mai pensato di ritrovarmi seduto in una biblioteca alla mia et\u00e0&#8221;, ha ammesso.<\/p>\n<p>\u00abNon avrei mai pensato di insegnare l\u00ec\u00bb, risposi.<\/p>\n<p>Mi guard\u00f2 sorpreso.<\/p>\n<p>\u00abSembra che tu sia sempre stata circondata dai libri.\u00bb<\/p>\n<p>Sorrisi. Ricordai gli anni in cui leggevo al piccolo Lance, cambiando la voce per ogni personaggio e osservando la gioia nei suoi occhi.<\/p>\n<p>\u00abHo sempre amato le storie. Semplicemente non ho mai avuto l&#8217;opportunit\u00e0 di condividerle con qualcuno che volesse davvero imparare.\u00bb<\/p>\n<p>Frank annu\u00ec.<\/p>\n<p>Non aveva bisogno di conoscere i dettagli.<\/p>\n<p>Questa era una delle cose che questa nuova vita mi aveva insegnato: le persone non hanno bisogno di conoscere tutto il tuo passato per accettarti nel presente.<\/p>\n<p>Una stanza tutta per te, le tue regole<br \/>\nDopo il lavoro, andai a piedi al mio nuovo appartamento: un piccolo monolocale sopra il negozio di fiori della signora Patterson.<\/p>\n<p>Non era lussuoso, ma era pulito e luminoso, con grandi finestre che lasciavano entrare molta luce. L&#8217;affitto era abbastanza basso da poterlo pagare con il mio sussidio e il piccolo stipendio che ricevevo lavorando in biblioteca.<\/p>\n<p>Margaret mi aiut\u00f2 a trovare dei mobili ai mercatini dell&#8217;usato e nei centri di beneficenza: un tavolino, due sedie, una comoda poltrona da lettura vicino alla finestra e un letto stretto coperto da una trapunta che aveva cucito lei stessa.<\/p>\n<p>Non era molto.<\/p>\n<p>Eppure, per la prima volta dopo anni, sentivo che qualcosa mi apparteneva davvero.<\/p>\n<p>Il mio conto in banca era ancora intestato al mio nome legale, Viola Patterson. Dopo la morte di mio marito, ero tornata al mio cognome da nubile, cosa che Lance non aveva mai approvato.<\/p>\n<p>A Milbrook, per\u00f2, la gente inizi\u00f2 a chiamarmi Vi Morrison. Non era il mio nome legale. Margaret mi present\u00f2 cos\u00ec ai suoi amici e, col tempo, mi rimase appiccicato.<\/p>\n<p>Vi Morrison: una donna che lavorava in biblioteca e viveva sopra un negozio di fiori. Una donna che si era trasferita l\u00ec per ricominciare da capo.<\/p>\n<p>La nuova identit\u00e0 mi sembrava sorprendentemente naturale.<\/p>\n<p>Le serate divennero il mio momento preferito della giornata. Preparavo una cena semplice e mi sedevo vicino alla finestra, osservando la vita sulla via principale.<\/p>\n<p>La signora Patterson chiudeva il negozio verso le 18:00 e mi salutava con la mano prima di andarsene. Il ristorante dall&#8217;altra parte della strada era pieno di coppie e famiglie. Nelle giornate calde, potevo sentire le loro risate attraverso la finestra aperta.<\/p>\n<p>Ho anche iniziato a tenere un diario.<\/p>\n<p>Una sera, ho scritto&#8230;<!--nextpage--><\/p>\n<p>Otto mesi dopo, Lance finalmente chiam\u00f2.<\/p>\n<p>Dopo otto mesi di pace, Susan venne da me in biblioteca con una notizia che aspettavo da tempo.<\/p>\n<p>&#8220;Vi, c&#8217;\u00e8 un uomo al telefono che dice di essere tuo nipote. Sembra turbato.&#8221;<\/p>\n<p>Sapevo che questo giorno sarebbe arrivato prima o poi.<\/p>\n<p>&#8220;Ciao, Lance,&#8221; dissi con calma.<\/p>\n<p>&#8220;Nonna&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>Per un attimo, la sua voce sembr\u00f2 quella di un bambino di otto anni spaventato che si sveglia dagli incubi dopo la morte dei genitori.<\/p>\n<p>&#8220;Grazie a Dio. Ti abbiamo cercata dappertutto.&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Davvero?&#8221;<\/p>\n<p>Dopo un breve silenzio, il suo tono cambi\u00f2.<\/p>\n<p>&#8220;Dove diavolo sei stata? Sai cosa ci hai fatto passare? Pensavamo fossi morta.&#8221;<\/p>\n<p>Mi rifiutai di credere alla sua storia.<\/p>\n<p>&#8220;Cosa vuoi, Lance?&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Voglio che tu torni a casa. C&#8217;\u00e8 stato un enorme malinteso. Dobbiamo sistemare le cose. Siamo una famiglia.&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Non \u00e8 stato un malinteso.&#8221; Hai fatto una scelta. Hai abbandonato tua nonna durante una tempesta a 200 metri da casa. Mi hai chiamata inutile e patetica, e poi hai detto in giro che avevo avuto un crollo nervoso per coprire quello che hai fatto davvero.<\/p>\n<p>Cerc\u00f2 di interrompermi.<\/p>\n<p>Non glielo permisi.<\/p>\n<p>&#8220;Non chiami perch\u00e9 ti manco. Chiami perch\u00e9 hai bisogno di me. Tu e Oilia non potete gestire le vostre vite senza qualcuno da incolpare e qualcuno che pulisca il casino.&#8221;<\/p>\n<p>Dopo un lungo silenzio, Lance ammise di aver bisogno di me.<\/p>\n<p>Ma poi cerc\u00f2 di convincermi che anche io avevo bisogno di lui.<\/p>\n<p>Mi ricord\u00f2 che avevo 66 anni. Mi chiese cosa avrei fatto se mi fossi ammalata o non fossi pi\u00f9 stata in grado di badare a me stessa.<\/p>\n<p>Sembrava preoccupazione, ma sentivo la minaccia.<\/p>\n<p>&#8220;Sto molto bene adesso&#8221;, dissi.<\/p>\n<p>&#8220;Non potrai continuare cos\u00ec per sempre. Torna a casa, nonna. Le cose cambieranno.&#8221;<\/p>\n<p>Pensai a tutte le promesse che Lance mi aveva fatto: dopo avermi rubato i soldi dalla borsa al liceo, dopo aver distrutto la mia macchina e aver mentito al riguardo, dopo aver fatto entrare Oilia in casa mia senza chiedere.<\/p>\n<p>&#8220;No&#8221;, dissi.<\/p>\n<p>E riattaccai.<\/p>\n<p>62 telefonate e un incontro<br \/>\nNei tre giorni successivi, Lance chiam\u00f2 la biblioteca 62 volte.<\/p>\n<p>Prima implor\u00f2. Poi si arrabbi\u00f2. Poi inizi\u00f2 a dire che avevano perso la casa, che Oilia lo aveva lasciato e che non aveva un posto dove andare.<\/p>\n<p>Infine, minacci\u00f2.<\/p>\n<p>Disse che ora che sapeva dove mi trovavo, sarebbe venuto a prendermi di persona.<\/p>\n<p>Sabato mattina, stavo annaffiando le piante davanti al negozio della signora Patterson quando un familiare pick-up rosso si ferm\u00f2 al marciapiede.<\/p>\n<p>Lance era completamente diverso.<\/p>\n<p>Aveva perso peso. I vestiti gli stavano larghi, i capelli erano spettinati e aveva delle occhiaie profonde.<\/p>\n<p>Anche lui si era accorto del mio cambiamento.<\/p>\n<p>Durante i mesi di vita tranquilla, avevo riacquistato un aspetto sano. Mi vestivo meglio, passavo pi\u00f9 tempo all&#8217;aria aperta e sembravo una persona che si prendeva cura di s\u00e9.<\/p>\n<p>&#8220;Stai bene&#8221;, disse.<\/p>\n<p>&#8220;Grazie. Non \u00e8 vero.&#8221;<\/p>\n<p>In passato, avrei subito cercato di addolcire le sue parole. Gli avrei chiesto se mangiava regolarmente, se aveva bisogno di soldi e cosa potevo fare.<\/p>\n<p>Questa volta, invece, tornai ad annaffiare i fiori.<\/p>\n<p>Lance si scus\u00f2 per avermi lasciata sola quella sera. Ma poi aggiunse che avrei dovuto tornare da lui.<\/p>\n<p>&#8220;Cosa hai imparato?&#8221;, chiesi.<\/p>\n<p>&#8220;Che la famiglia \u00e8 importante.&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Riprova.&#8221;<\/p>\n<p>Si irrit\u00f2.<\/p>\n<p>&#8220;Ho detto che mi dispiace. Cos&#8217;altro vuoi da me? Sei mia nonna. Dovresti perdonarmi.&#8221;<\/p>\n<p>Fu allora che capii che non aveva capito davvero nulla.<\/p>\n<p>Non si pentiva di quello che mi aveva fatto.<\/p>\n<p>Si pentiva delle conseguenze che gli erano capitate.<\/p>\n<p>&#8220;Non devo pi\u00f9 fare niente solo perch\u00e9 te lo aspetti&#8221;, risposi. &#8220;\u00c8 quello che mi hai insegnato quella notte.&#8221;<\/p>\n<p>Poi finalmente disse la verit\u00e0.<\/p>\n<p>Oilia se n&#8217;era andata. La casa non c&#8217;era pi\u00f9. Non aveva pi\u00f9 un lavoro.<\/p>\n<p>Aveva bisogno di me.<\/p>\n<p>&#8220;Non so come far\u00f2 senza di te&#8221;, disse.<\/p>\n<p>Lo guardai.<\/p>\n<p>&#8220;Avresti dovuto pensarci prima di cacciarmi via.&#8221;<\/p>\n<p>Il suo viso si indur\u00ec. Dichiar\u00f2 che quando la mia &#8220;fantasia&#8221; di una nuova vita fosse andata in frantumi, non sarei dovuta tornare.<\/p>\n<p>Poi sal\u00ec in macchina e se ne and\u00f2.<\/p>\n<p>Rimasi l\u00ec per un momento, con l&#8217;annaffiatoio in mano.<\/p>\n<p>La signora Patterson usc\u00ec dal negozio di fiori.<\/p>\n<p>&#8220;Sta bene?&#8221;<\/p>\n<p>Guardai la strada silenziosa, i bambini nel parco e gli abitanti intenti alle loro attivit\u00e0 quotidiane.<\/p>\n<p>&#8220;S\u00ec&#8221;, risposi. &#8220;Sono esattamente dove dovrei essere.&#8221;<\/p>\n<p>Due anni dopo<br \/>\nSono passati due anni.<\/p>\n<p>Sono diventata responsabile di un programma di alfabetizzazione per adulti. Grazie al mio stipendio e ai sussidi, riuscii a vivere agiatamente.<\/p>\n<p>Frank impar\u00f2 a leggere abbastanza bene da aiutare suo nipote con i compiti. Insieme, formammo un piccolo gruppo per chi imparava a leggere in et\u00e0 adulta.<\/p>\n<p>Mi dedicai anche al centro anziani locale, insegnando le basi del computer a chi voleva rimanere in contatto con le proprie famiglie lontane.<\/p>\n<p>Margaret divenne la sorella che non avevo mai avuto e Harold una sorta di fratello maggiore protettivo. I Morrison mi inclusero nelle loro tradizioni e festivit\u00e0 familiari.<\/p>\n<p>Per la prima volta, ho sperimentato<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I tergicristalli non riuscivano a tenere il passo con i rivoli di pioggia che cadevano dal parabrezza. 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